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Agricoltura: Lo Moro e Oliverio, ascoltare istanza produttori      
  19 novembre 2008
 

CATANZARO. Il malessere dei produttori agricoli italiani, che mercoledì si sono ritrovati a Bologna per iniziativa della Confagricoltura e giovedì saranno in piazza a Roma per una manifestazione della Cia, non può essere ignorato dalle istituzioni. È quanto dichiarano i deputati del Pd Doris Lo Moro e Nicodemo Oliverio, rispettivamente segretario della commissione Affari Costituzionali e capogruppo del partito in commissione Agricoltura a Montecitorio. In una nota congiunta, i due esponenti del Partito Democratico sottolineano che il settore attraversa una fase delicata dovuta ai tagli al bilancio, alla caduta dei prezzi ed alla crisi di mercato di alcune produzioni. La situazione, soprattutto nel Mezzogiorno, - affermano - richiede interventi immediati. La mancata attuazione del piano irriguo nazionale, la crisi dell?apicoltura, l?assenza di infrastrutture adeguate, il disinteresse per il tema dell?internazionalizzazione, la mancanza di programmi di promozione, il blocco della ricerca e della sperimentazione, le difficoltà del comparto floricolo e dell?ortofrutta, la fine della bieticoltura, sono le questioni sulle quali il mondo agricolo sollecita decisioni rapide. L?agricoltura è una risorsa importante - fanno rilevare Lo Moro e Oliverio - per il bilancio nazionale e per la formazione del prodotto interno lordo di alcune regioni del Mezzogiorno, come ad esempio la Calabria, dove l?attività agricola, oltre ad essere fonte di reddito insostituibile, è garanzia per una corretta gestione del territorio. In queste zone, la crisi di mercato di alcune produzioni storiche, come quella olearia, e la posizione debitoria delle imprese che, già preoccupante, rischia di aggravarsi a causa della difficoltà d?accesso al credito. La mobilitazione del mondo agricolo coincide con l?avvio di una riforma, quella del federalismo fiscale, carica di incognite, soprattutto laddove si intravede il rischio di duplicazioni e sovrapposizioni d?imposta. Serve - concludono - un forte impegno sia a livello nazionale, sia a livello europeo, dove le istanze del mondo agricolo devono essere sostenute in modo che trovino l?ascolto e le sensibilità necessarie. (19-11-08)

 
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