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Lsu-Lpu, pagamenti da velocizzare      
  27 novembre 2008
 

La Cgil ha chiesto al presidente Loiero più attenzione per i quasi seimila lavoratori che aspettano gli arretrati

CATANZARO. È necessario velocizzare le procedure per consentire ai quasi seimila lavoratori lsu-lpu di ricevere le proprie spettanze arretrate entro il 20 dicembre. È quanto chiede la Cgil al presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero e all?assessore al Lavoro, Mario Maiolo. Dopo l?approvazione, da parte della Commissione Bilancio e Programmazione nella seduta di martedì 25, della proposta di assestamento del bilancio di previsione della Regione - affermano il segretario generale Sergio Genco e Giovanni Battista Paola, del Dipartimento mercato del lavoro del sindacato - si aspetta ora la convocazione del Consiglio regionale per il via libero definitivo. Nella stessa manovra di assestamento è prevista tra l?altro, la copertura finanziaria per la corresponsione di quasi 5 mensilità arretrate riguardanti i sussidi e l?integrazione oraria ai lavoratori precari della Calabria utilizzati nei progetti Lsu/lpu. I ritardi nella corresponsione delle spettanze - prosegue la nota - hanno determinato un forte clima di tensione e preoccupazione tra tutti i lavoratori. La Cgil ritiene necessario un atto di grande responsabilità politica e istituzionale. La Cgil ribadisce, pertanto, la richiesta di Occorre, inoltre scongiurare il rischio che la gravità delle crisi economica e sociale che investe la nostra regione colpisca ancora di più i soggetti deboli della società. È grave e inaccettabile che alle difficoltà sulle prospettive future relative alla stabilizzazione di questa vasta area di precariato si sommino persino i ritardi nella corresponsione delle loro spettanze. La Cgil ritiene ancora necessario l?intervento del presidente della Giunta regionale, Loiero e dell?assessore regionale al Lavoro, Maiolo per consentire il superamento delle difficoltà e la corresponsione degli emolumenti in tempi rapidi. (27-11-08)1Cassa integrazione per 230 lavoratoriSono quelli del Consorzio Scilla impegnati nell?ammodernamento della A3. L?allarme lanciato dal segretario del Pdci Tripodi (TRIPODI)CATANZARO. Il rischio che avevamo ripetutamente denunciato puntualmente si sta trasformando sempre più in drammatica realtà. L?Impregilo-Condotte ha messo in cassa integrazione altri 230 lavoratori, più precisamente quelli del Consorzio Scilla, impegnati nei lavori per l?ammodernamento del tratto reggino della A3 che rischia di diventare l?ennesima eterna incompiuta. A denunciarlo, raccogliendo l?allarme lanciato dai lavoratori e dal sindacato di categoria, è il segretario regionale del PdCI, Michelangelo Tripodi. L?ennesimo duro colpo ai danni dei lavoratori - spiega Tripodi - con tutto quello che rimane ancora da fare, con tutte le opere che ancora devono essere realizzate. Come è stato comunicato, a partire dal 24 novembre e per 13 settimane per gli operai impegnati nel tratto Scilla-Bagnara non c?é più lavoro e si prospetta anche per il futuro l?impossibilità di una ripresa dell?occupazione. E meno male che siamo appena agli inizi dell?apertura di questi cantieri. Il fatto è - prosegue il segretario regionale del PdCI - che ormai abbiamo oltrepassato il paradosso. Quello che sta succedendo, infatti, è di una gravità assoluta, frutto di un sistema perverso che ha già fatto nei mesi scorsi altre vittime tra i lavoratori, sfruttati e lasciati a casa da un giorno all?altro senza nessun rispetto umano e contrattuale, senza motivazioni valide se non quelle degli interessi senza scrupoli delle imprese che si occupano della realizzazione dell?opera. Come avevamo già denunciato - aggiunge Tripodi - l?appalto dell?autostrada è stato infatti affidato al Consorzio SA-RC composto dalle grandi aziende nazionali Impregilo e Condotte, ma con la possibilità che l?85% dei lavori possa essere, addirittura, subaffidato. Così si è messa in moto, alla faccia della trasparenza, una catena perversa di subappalti dei subappalti e a farne le conseguenze sono e sono stati i soggetti più deboli. Lavoratori e maestranze sottoutilizzate, sfruttate e poi mandate a casa senza alcuna motivazione plausibile. Per non parlare poi della sicurezza sui cantieri e per la viabilità. I sindacati di categoria Filca-Cisl e Fillea-Cgil è da tempo che stanno giustamente denunciando, a tutti i livelli, quest?andazzo grave e pericoloso a cui si aggiungono le pesanti difficoltà ambientali legate alla presenza della ?ndrangheta che spadroneggia e condiziona l?attività lavorativa in tutti i cantieri dell?autostrada, basta rammentare le pesanti minacce subite qualche giorno fa a Bagnara da alcuni operai di un cantiere dell?impresa Cossi di Sondrio percossi e costretti a sdraiarsi per terra sotto la minaccia di fucili a canne mozze. E tutto questo succede con l?Anas, principale attore negativo della vicenda, che continua a rimanere in rigoroso e preoccupante silenzio. L?Anas, infatti, che dovrebbe intervenire ad ogni livello per garantire a nome dello stato sia i lavoratori che le popolazioni, non parla, è inerte, latitante, immobile come una mummia. Gravissime continuano ad essere - secondo Tripodi - le responsabilità del presidente Pietro Ciucci che, al di là dei proclami, vergognosamente non muove un dito in nessuna direzione. Come Comunisti italiani, nel denunciare quest?assurda situazione dai risvolti gravi ed inquietanti, sia sul tema occupazionale che della sicurezza e dell?ordine pubblico, abbiamo chiesto recentemente l?intervento del Prefetto affinché questa vicenda sia finalmente affrontata in modo adeguato. E torniamo ad alzare forte la voce anche oggi alla luce di questa nuova anticamera di licenziamenti che coinvolge ben 230 lavoratori e loro rispettive famiglie. Una decisione ancor più grave perché presa senza alcun coinvolgimento del sindacato dei lavoratori. Per questo, schierandoci come sempre a fianco ai lavoratori e pronti a lottare per i loro diritti - conclude il segretario regionale del Pdci - chiediamo nuovamente a chi di dovere misure urgentissime per correre ai ripari prima che la situazione degeneri irreparabilmente. Le responsabilità ci sono e sono facilmente individuabili e la denuncia non può più restare inascoltata e cadere nel vuoto. (27-11-08)

 
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