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Agricoltura: sit in dei sindacati davanti alle Prefetture      
  17 aprile 2009
 

CATANZARO. I lavoratori del settore agricolo aderenti ai sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila, hanno partecipato a sit-in dinanzi ai palazzi della prefettura nei capoluoghi calabresi. A Cosenza il sit in è avvenuto in piazza 11 Settembre dove una delegazione è stata ricevuta dal capo di gabinetto, in assenza del prefetto, al quale sono stati illustrati i motivi della manifestazione promossa in concomitanza con un?analoga manifestazione davanti la sede del Ministero del Lavoro a Roma, per protestare contro le modifiche al mercato del lavoro agricolo inserite nel disegno di legge n. 2187, già approvato da un ramo del Parlamento. La delegazione, che comprendeva i dirigenti di Fai-Cisl, Mario Ammerata e Carmine Pupo, Flai-Cgil Adriano Savaia e Osvaldo Mancuso del comprensorio di Cosenza, Michele Tempo e Antonio Schiavelli del comprensorio di Castrovillari, Gianfranco La Cava dell?Uila, ha illustrato i motivi della protesta al capo di gabinetto, Osvaldo Caccuri, che ha assicurato l?interessamento presso il Governo finalizzato alla soluzione dei problemi prospettati. Tre le osservazioni critiche che i sindacati confederali di categoria muovono al disegno di legge che detta modifica alla normativa sul mercato del lavoro. La prima è riferita al lavoro accessorio e prevede l?estensione di tale tipologia contrattuale alle casalinghe. I sindacati sostengono in proposito che equiparare il lavoro stagionale a quello svolto da pensionati e da studenti con meno di 25 anni di età comporterebbe la perdita di tutele e diritti acquisiti nel corso degli ultimi 50 anni. Per le casalinghe, in definitiva verrebbe attuata una penalizzazione che le escluderebbe, in quanto voucher, da tutte le provvidenze di cui godono i lavoratori a tempo determinato. La seconda osservazione riguarda l?articolo 74 del vecchio decreto legislativo che il nuovo disegno di legge modificherebbe in peggio in quanto verrebbero considerate prive di tutele previdenziali, assistenziali e salariali i parenti dei datori di lavoro fino al quarto grado di parentela. La terza osservazione si riferisce agli ammortizzatori sociali e alla compatibilità, in via sperimentale per l?anno in corso del lavoro accessorio con le prestazioni integrative a sostegno del reddito. A giudizio dei sindacati ciò comporterebbe profonde distorsioni e disarticolazioni del mercato del lavoro. (17-04-09)

 
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