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Agricoltura, l’Agriturist Calabria: Diminuisce il suolo coltivato      
  17 aprile 2009
 

CATANZARO. Nonostante che i dati più recenti pubblicati dall?ISTAT (2007), relativi al territorio nazionale destinato all?agricoltura, accennino ad un lievissimo recupero (+0,3% rispetto al 2005), l?emergenza suolo, in Italia, è un problema davvero importante: nel 1970 il suolo agricolo (SAT - superficie agricola totale) copriva l?83% della superficie nazionale; nel 2007 è rimasto all?agricoltura soltanto il 49%. Questo è quanto afferma in una nota Agriturist Calabria, l?associazione agrituristica di Confagricoltura, secondo cui poco importa se qualche modifica dei metodi di rilevamento ha enfatizzato la portata di questo fenomeno; anche stimando diversamente i dati, si arriva ad una stima di - 22% di suolo sottratto all?economia primaria in 37 anni, pari a circa 5,5 milioni di ettari. Non va granché meglio il rilevamento sulla SAU (superficie agricola utilizzata) con una perdita di 320 mila ettari fra il 2000 e il 2007, mentre fra il 1970 e il 2000 sono scomparsi almeno 3,5 milioni di ettari. Analizzando i dati ISTAT (censimenti agricoltura del 1990 e del 2000) - prosegue la nota di Agriturist - si rileva che in Calabria nel 1990 la SAU (superficie agricola utilizzata) era pari a 663.418 ettari (pari al 43,9% della superficie totale della Regione che è di 1.508.032 ettari); nel 2000 la SAU è diminuita a 556.503 ettari (diventando il 36,9% della superficie totale della Regione), con una perdita di suolo agricolo in 10 anni di 106.915 ettari (praticamente sono stati cementificati oltre 10.000 (diecimila) ettari all?anno nel decennio 1990 - 2000). Nel 2007 la SAU è diminuita ancora, scendendo a 514.047 ettari, con una ulteriore perdita di 42.456 ettari rispetto al 2000 e di 149.371 ettari rispetto al 1990; in 17 anni (dal 1990 al 2007) in Calabria abbiamo cementificato circa 25 ettari al giorno, poco meno del 10% della superficie totale della Regione. Se analizziamo i dati dalla SAT (superficie agricola totale) le cose non sono andate meglio, dal 2000 al 2007 abbiamo perso il 7,8%. È fondamentale - afferma il Presidente di Agriturist Calabria Francesco Fratto - che le Regioni, gli Enti locali, gli organismi di controllo collaborino nel portare all?attenzione ed intervenire per frenare l?enorme dispendio di risorse che la cementificazione sfrenata del territorio comporta, in modo che l?attività edilizia si orienti verso il recupero e la riqualificazione delle aree già costruite.In diversi paesi europei - si fa rilevare - esiste già una normativa per la tutela del suolo che impone di contenere l?invasione del verde con nuove costruzioni. In Gran Bretagna, ad esempio, Tony Blair, nel 2001, ha emanato una legge che impone di costruire il nuovo per almeno il 70% su suolo già edificato. I risultati di questa politica sono già rilevanti: Londra, pur essendo cresciuta di un milione di abitanti, dal 2001 ad oggi non ha consumato un solo ettaro di green belt (cintura verde intorno alla città), edificando esclusivamente sulla brown belt (territorio già costruito). I progetti di infrastrutture, centri commerciali e nuove residenze, in corso di realizzazione - conclude il Presidente Fratto - promettono di rubare, nei prossimi anni, ancora molte centinaia di migliaia di ettari all?agricoltura. Se non si cambia radicalmente il modello di sviluppo, abbandonando l?idea che il suolo sia una risorsa sempre ed illimitatamente disponibile, scompariranno altri preziosi contesti paesaggistici (oltre i molti già perduti negli anni passati), compromettendo le premesse di sviluppo del turismo e dell?agricoltura. (17-04-09)

 
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