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Giornalisti, Iacopino: “Fare squadra per tutelare la categoria”      
  22 ottobre 2010
 


CATANZARO. “Occorre che i 20 ordini regionali e quello nazionale facciano squadra per tutelare, in questo momento difficile, la categoria, che attualmente non è molto popolare nel mondo politico e, soprattutto, tra i cittadini”. Lo ha detto ieri mattina il presidente dell’ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, che ha incontrato a Catanzaro i vertici dell’ordine della Calabria ed i rappresentanti delle principali testate presenti nella regione. Con Iacopino, erano presenti il segretario dell’ordine Giancarlo Ghirra ed il consigliere nazionale Natalino Bianco. Per l’ordine della Calabria, con il presidente Giuseppe Soluri, c’erano il segretario Giampiero Brunetti ed il presidente del collegio dei revisori dei conti, Giuseppe Natrella. “La nostra presenza in Calabria - ha detto Iacopino, reduce da una iniziativa analoga a Trento - non è rituale. Vogliamo intraprendere con gli ordini regionali un percorso comune. In questa fase siamo preoccupati dal fatto di non essere molto popolari anche se questa impopolarità, nei confronti del mondo politico - ha aggiunto - è in un certo senso confortante, se è vero che siamo impopolari a prescindere dall’orientamento dei governi, il che vuol dire che, nonostante tutto, i giornalisti , in questo paese, svolgono correttamente il loro mandato, che è quello di informare l’opinione pubblica”. Iacopino si è soffermato su altre questioni rilevanti per la categoria: il precariato e l’abusivismo, la riforma dell’ordine, la legge sulle intercettazioni. “Sul precariato - ha spiegato - abbiamo dati allarmanti. Anche questo è un tema che richiede un impegno di squadra che deve coinvolgere l’ordine insieme con la Fnsi e l’Inpgi”. Iacopino ha fatto riferimento, fra l’altro, alla necessità di una normativa che introduca il principio di equa retribuzione dei giornalista, dopo l’abolizione dei tariffari professionali. Per quanto riguarda la riforma della professione, il presidente dell’ordine ha insistito sull’esigenza di arginare le troppe scorciatoie che consentono a figure non qualificate di svolgere attività giornalistica. E per quanto riguarda la legge sulle intercettazioni, ha richiamato la categoria ad una mobilitazione “per fronteggiare - ha detto - un eventuale nuovo irrigidimento della normativa, senza toni esasperati o esibizioni muscolari, ma puntando sul consenso dei cittadini e sensibilizzando i parlamentari”. C’è poi un aspetto specifico che coinvolge i giornalisti che operano nelle regioni meridionali: quello delle intimidazioni mafiose. “Occorre essere - ha spiegato - più solidali con i collegi minacciati. E bisogna esserlo non in maniera rituale, attraverso le dichiarazioni di solidarietà, ma mantenendo su di loro accessi i riflettori. L’elenco dei colleghi sottoposti ad intimidazioni da parte della ‘ndrangheta o della mafia - ha detto - è francamente allarmante”. Della necessità di tutelare la libertà di espressione “contro tutto e contro tutti” ha parlato Ghirra. “La libertà dei giornalisti - ha detto - va difesa sempre contro ogni potere. Vanno tutelati i cronisti minacciati dalle mafie - ha aggiunto - e vanno difesi i colleghi più giovani, minacciati dal precariato, così come abbiamo il dovere di combattere l’esercizio abusivo della professione”. Un richiamo al rigore professionale dei giornalisti è stato rivolto dal presidente dell’ordine della Calabria, Giuseppe Soluri. “Ogni singolo errore di un giornalista - ha detto - provoca un vulnus alla credibilità dell’intera categoria, perchè può indurre nell’opinione pubblica l’idea che i giornalisti scrivano cose inesatte o che siano al servizio di questo o di quel potere”.

 
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