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Giornalisti, Soluri: “Devono essere imparziali e credibili”      
  8 febbraio 2011
 


VIBO VALENTIA. Una vera e propria lectio magistralis su etica, scienza e coscienza nella comunicazione quella tenuta dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri , agli studenti del liceo scientifico Giuseppe Berto di Vibo Valentia. Soluri, ha toccato gli aspetti più importanti della professione giornalistica, dalle tecniche agli strumenti di un mestiere che deve “necessariamente coniugare lo studio accademico all’esperienza sul campo”, in una cornice costituzionale, legislativa e deontologica e, quindi, etica. Un’analisi che è partita dall’articolo 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Per poi sottolineare il ruolo delicato del giornalista che forma ed a volte, manipolando ad hoc, trasforma la notizia. “Il ruolo dei giornalisti - ha continuato il presidente dei giornalisti della Calabria - è importante per la crescita sociale e culturale della società, ma può divenire a volte pericoloso per il cittadino che delega i professionisti della comunicazione a raccogliere notizie e valutare secondo coscienza e scienza i fatti. Occorre, dunque, saper discriminare, valutare, stabilire le priorità dei fatti che divengono notizia. Da queste scelte dipende la percezione e l’importanza finale delle informazioni fruite dai cittadini. È necessario, perciò, separare i fatti dalle opinioni, grazie ad una solida etica professionale: il giornalista che non la possiede o non la rispetta ribalta la propria mission - ha detto Soluri - . È fondamentale, dunque, rispettare il proprio codice deontologico che altro non è che il decalogo dei doveri di chi svolge questa professione”. Per svolgere questa professione, divenuta ormai cruciale nella società della conoscenza e dell’informazione - ha chiosato Soluri, salutando gli studenti dello Scientifico - occorrono un’adeguata cultura generale, l’imparzialità, l’onestà, la correttezza e, soprattutto, la credibilità. Solo con queste doti - ha concluso - si può interpretare al meglio questo lavoro e capire in quale direzione va la frontiera dell’informazione e della comunicazione moderna”.

 
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