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“Recidere il rapporto politica-’ndrangheta”      
  14 febbraio 2011
 

Il presidente della Regione Scopelliti ha organizzato un Forum di discussione con il mondo dell’informazione regionale: punta ad una nuova legge elettorale senza preferenze


CATANZARO. Quasi due ore di discussione con il mondo dell’informazione regionale come primo passo per valutare l’impatto della sua idea: questo è stato il forum organizzato ieri pomeriggio, in un albergo di Catanzaro, dal Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, sullo stop alle preferenze in una nuova legge elettorale. Una proposta, anticipata dal Governatore sabato scorso a “Panorama”, che fa già discutere il mondo politico, che divide - e il Governatore ha detto che ovviamente se lo aspettava - ma “la Calabria ha bisogno di scelte - ha detto nella sua introduzione Scopelliti - e di discutere nel merito su come arginare il rapporto tra politica e ‘ndrangheta, di cercare di porre il limite, di cosa fare e di come fare. Lo so che il porcellum non va bene, che in Italia è aperta la discussione, ma qui in Calabria c’é un’esigenza”. Il 22 in consiglio sarà presentato un ordine del giorno per vedere che tipo di dibattito si possa aprire nella massima sede legislativa, ma Scopelliti è convinto che in Calabria la politica non sia “il male assoluto”, puntando quella che egli definisce la “borghesia mafiosa”, forte di fronte ad una politica che è debole. Scopelliti si è detto un politico cresciuto con le preferenze, fin dalla sua prima esperienza da consigliere circoscrizionale. “Oggi - ha chiesto ai giornalisti - perché avanzo questa proposta? Noi non possiamo più vivere con chi va a cercare i voti alla ‘ndrangheta. Occorre rafforzare l’idea che si vota un partito, innescare un meccanismo nuovo. Magari limitato a due legislature, vediamo, dibattiamo, confrontiamoci. Incontrerò dopo il mondo dell’informazione la società calabrese, ascolterò ma avverto forte l’esigenza che si faccia qualcosa”. Il dibattito è stato denso di osservazioni e di critiche: tutti hanno riconosciuto che si tratta di una provocazione giusta, di un sasso giusto lanciato nello stagno. Alcuni, però, hanno sollevato nel merito critiche e dubbi. Soprattutto sul ruolo che i partiti in Calabria andrebbero ad occupare e dello stato pessimo in cui versano partiti e politica in Calabria, che non è proprio il massimo e della mancanza di moralità e di eticità. Altri hanno obiettato che non si possano cedere pezzi di democrazia. Ma che il problema esiste e che il punto del rapporto politica-’ndrangheta vada spezzato in qualche modo è stato al centro dell’intervento di tutti. Molti, inoltre, hanno sollevato il problema del ruolo delle clientele e del sistema di potere, che va oltre, ben oltre, il ruolo specifico delle cosche mafiose. Scopelliti ha ascoltato, ha risposto ed alla fine ha ribadito il suo pensiero: il sistema - ha detto - perverso che si è creato in Calabria va spezzato e si è chiesto, proprio in chiusura: “é meglio una democrazia malata o accettare questa piccola restrizione?”. Il dibattito andrà avanti. Oggi pomeriggio era solo un primo passo.


 
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