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Lettera al giornale/ “Sono tornata in Calabria dopo 20 anni e non ho più trovato il mio bel mare”      
  14 luglio 2011
 


“Sono una calabrese emigrata negli USA e sono tornata in Italia dopo 20 anni. Non posso esprimere la mia delusione nel trovare il mio Paese in così squallide condizioni. Il mare era nelle mie “fantasie” di emigrante quanto di più bello potessi ricordare e l’attesa di rivedere le splendide spiagge e le acque pulite e turchesi era il mio più grande desiderio, ma l’impatto con la realtà è stato oltremodo deludente. Il litorale costiero dalla zona della “Marinella” fino a Falerna è cosparso di rifiuti di ogni genere, osceni palazzoni di cemento si affollano sulle spiagge o negli angusti spazi tra le strade e la ferrovia, senza regole, senza gusto e senza cura. Il mare azzurro e limpido che ricordavo è stato sostituito da un’acqua torbida, schiumosa e rifiuti di ogni genere galleggiano sull’acqua, rendendo impossibile il piacere di un bagno ristoratore. Avevo programmato di portare i miei figli i miei nipoti il prossimo anno per far conoscere loro la mia terra natale ma ho paura del loro giudizio e della loro delusione dato che ho sempre raccontato loro di posti bellissimi e di una natura incontaminata. Mi dicono che questa situazione va avanti da molti anni, come è possibile che nessuno sia intervenuto finora per impedire che questo “scempio” si consolidasse? Se noi siamo davanti ad un sogno rubato i calabresi che vivono la nostra terra sono alle prese con un problema ambientale davvero spaventoso sia per la loro stessa vita e per quella dei loro figli sia per l’economia del territorio che proprio dalla cura della natura e dalla tutela del patrimonio paesaggistico potrebbe trarre un grosso vantaggio. Posso sperare che qualcuno si ponga il problema e cerchi di risolverlo? Cosa hanno di diverso i calabresi per non riuscire a fare quello che in altre regioni d’Italia si fa normalmente? Certo non abbiamo niente da invidiare ad altri posti, la Calabria era unica, aveva il più bel mare e le coste più variegate d’Italia ma tutto questo rischia di andare perduto, perciò i cittadini dovrebbero tutelare la bellezza e opporsi al degrado e gli amministratori dovrebbero saper fare il loro mestiere e l’interesse della collettività altrimenti dovrebbero andare a casa”.

Michela Berksza

 
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