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“Lsu-Lpu, la Regione prende in giro i lavoratori”      
  10 ottobre 2011
 

Lo afferma la federazione regionale Usb Calabria che chiede un Tavolo per parlare di stabilizzazione oppure sarà sciopero


CATANZARO. “Per l’ennesima volta il Governatore Scopelliti ed i suoi assessori, prendono in giro i lavoratori Lsu/Lpu della Calabria”. Lo afferma la federazione regionale Usb Calabria “Dopo l’occupazione del palazzo della Regione da parte dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali Usb, - recita un documento - si era ottenuto un tavolo tecnico nazionale, tenutosi il 18 luglio 2011 presso la Prefettura di Reggio di Calabria. In quell’occasione l’Assessore Stillitani, dietro le pressioni di USB, si era impegnato a fissare entro la metà del mese di settembre un nuovo tavolo tecnico nazionale per discutere della stabilizzazione dei 5.300 LSU/LPU che a tutt’oggi vivono una insostenibile e mortificante situazione di precariato e di incertezza del futuro. Da allora più nulla. Visto l’assordante silenzio da parte degli organi istituzionali, in questi giorni il sindacato Usb - si legge - ha esortato la Regione Calabria a fissare la data in cui dovrà tenersi il tavolo tecnico nazionale senza, però, ottenere alcuna risposta. Considerato che in tutti gli anni di battaglie che Usb ha condotto al fianco dei lavoratori, non ha ricevuto, dalla Regione Calabria, altro che falsi impegni, presi in sede Istituzionale e mai mantenuti, oggi si ritiene che la misura sia davvero colma al punto che questa organizzazione sindacale insieme ai lavoratori ha deciso di riprendere la mobilitazione, convenendo di attivarsi da subito per organizzare a breve uno sciopero generale di tutti i lavoratori Lsu/lpu della Calabria, con una manifestazione che si terrà a Catanzaro. Lo sciopero - si legge nel documento - questa volta sarà ad oltranza, fino a quando le istituzioni Nazionali e Regionali non provvederanno a mantenere gli impegni presi. Noi porteremo avanti la nostra battaglia, loro - conclude l’Usb - si assumeranno la responsabilità di inevitabili tensioni sociali con possibili gravi ripercussioni per l’ordine pubblico”.




 
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