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Cassa integrazione: in arrivo 140 milioni      
  14 ottobre 2011
 

L’assessore regionale al Lavoro e alle Politiche sociali Francescantonio Stillitani ha sottoscritto un accordo con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali


CATANZARO. L’assessore regionale al Lavoro e alle Politiche sociali Francescantonio Stillitani - informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta regionale - ha sottoscritto, per l’anno in corso, l’accordo con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, relativo alle risorse assegnate alla Calabria per la gestione, in deroga, dei trattamenti in cassa integrazione ed in mobilità. In termini finanziari, con la stipula dell’atto, sino ad un eventuale aggiornamento dello stesso, la Calabria ha a disposizione, complessivamente, 140 milioni di euro per assicurare i sostegni al reddito a migliaia di lavoratori calabresi che hanno perso il posto di lavoro o che sono stati sospesi in attesa di una potenziale ripresa economica delle aziende di appartenenza. Infatti, l’accordo, siglato nella sede del ministero del Lavoro a Roma dall’assessore Stillitani e dal sottosegretario delegato Luca Bellotti, prevede un primo stanziamento di 95 milioni di euro a valere sul Fondo nazionale, al quale va aggiunto circa il 40% a valere sulle risorse regionali. Inoltre, ai 140 milioni di euro vanno ad aggiungersi ulteriori 50 milioni da utilizzare per le cosiddette politiche attive, che consentono una riqualificazione dei lavoratori attraverso percorsi formativi, per un loro più probabile reinserimento nel mondo del lavoro. “Quindi - ha dichiarato l’assessore Stillitani - globalmente sono quasi 200 milioni di euro che verranno ad essere riutilizzati a favore di oltre 10mila lavoratori e circa 2mila aziende”. Secondo l’assessore Stillitani “l’utilizzo di tali risorse, concertato con il Governo nazionale, anche se non risolverà il problema del disagio economico sociale calabrese, certamente attenuerà quelli che sono i problemi con cui molte famiglie attualmente devono fare i conti, soprattutto quando al loro interno un componente, magari unico percettore di reddito, ha perso il posto di lavoro per effetto della crisi economica globale”. E nonostante i dati Istat parlino di una crisi occupazionale che si sta sentendo in maniera più attenuata in Calabria rispetto ad altre regioni d’Italia “é dovere della Regione e dell’Assessorato al Lavoro - ha sottolineati Stillitani - utilizzare tutti gli strumenti e le risorse a disposizione per fronteggiare quello che è uno dei problemi principali, cioè la disoccupazione. Spesso non possiamo intervenire come vorremmo per risolvere i problemi di singole aziende o singoli lavoratori che si rivolgono alla Regione per chiedere un aiuto concreto perché le norme o le risorse vincolate non lo consentono, ma possiamo operare nel contesto generale, creando le condizioni favorevoli per alleviare i disaggi sull’intero territorio, attraverso l’utilizzo delle risorse a nostra disposizione”. L’assessore regionale al Lavoro ha, poi, parlato dell’importanza che riveste l’utilizzo dei quasi 50 milioni “che destineremo - ha specificato - alle politiche attive, le quali consistono principalmente nel concertare assieme alle Province tutta una serie di misure a favore della riqualificazione dei lavoratori che avranno maggiore probabilità di reinserirsi nel contesto lavorativo. Inoltre, per affrontare la crisi occupazionale, stiamo lavorando di concerto con l’Unione europea e lo Stato non solamente per concedere sussidi passivi, ma operando attivamente per migliorare la qualità dell’offerta di lavoro. In tal senso, nella convinzione che chi percepisce un sussidio da parte della collettività debba, dove possibile, rendersi utile ad essa, negli ultimi mesi abbiamo potenziato la campagna di sensibilizzazione sugli Enti pubblici, per far sì che, in base alla legislazione vigente, i lavoratori che percepiscono i sussidi non restino inattivi, ma siano utili alla collettività per svolgere attività lavorativa negli Enti o istituzioni calabresi. Questa operazione consente di raggiungere anche l’obiettivo di sopperire, senza alcun costo aggiuntivo da parte degli Enti, alla carenza di mezzi e personale causata dalle ristrettezze economiche e dai vincoli imposti dal Patto di stabilità. Molti dei lavoratori percettori degli ammortizzatori sociali in deroga, infatti sono oggi utilizzati presso decine di Comuni della regione, gli uffici giudiziari, l’Inps, l’Inail e le Asp. Quella che stiamo portando avanti è un’azione di sistema nella consapevolezza di incidere nel miglior modo possibile sul tessuto economico e sociale della nostra regione”.



 
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