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Lavoro: nuovi strumenti dell’Arpacal per la valutazione della sicurezza sui luoghi di lavoro      
  9 luglio 2009
 


CATANZARO. L’Arpacal è la prima agenzia ambientale a dotarsi di una sofisticata strumentazione in grado di “radiografare” le funi degli impianti di sollevamento di carichi e persone, come gru o carroponti, consentendo di conoscere in tempo reale quanto sia usurata la struttura della fune, individuando eventuali rotture di fili e deformazioni della stessa, tali da pregiudicarne la sicurezza. È il risultato raggiunto acquistando con fondi del POR Calabria 2000-2006, un magnetografo, apparecchiatura che consente, appunto, di conoscere nel dettaglio l’integrità dei singoli fili che costituiscono le funi di sollevamento. Per dare queste utili informazioni, importanti anche nell’ottica della tutela dei lavoratori che operano su gru o impianti di sollevamento, il magnetografo - spiega una nota dell’agenzia - indica in un grafico i punti di rottura (picchi) di ogni singolo filo all’interno e all’esterno della fune ed eventuali variazioni di sezione per deformazione (stiramento). Questa verifica può essere, quindi, da supporto a quella visiva esterna che, normalmente, viene eseguita periodicamente su ogni fune. Questa strumentazione d’avanguardia ha richiesto anche una formazione apposita sul campo per i dipendenti dell’Arpacal che, coordinati dai dirigenti Domenico Vottari (Settore Tecnico-Scientifico) e Giacinto Ciappetta (Settore Rischi), hanno potuto provarne l’utilità direttamente su casi pratici. La formazione, infatti, si è tenuta nel porto di Gioia Tauro, in cima ad una enorme “gru portale” (alta 50 metri) della Medcenter Container che opera per il carico e scarico delle navi porta container, ed ha coinvolto i tecnici dei Servizi Verifiche Impiantistiche dei Dipartimenti provinciali di Reggio Calabria e Catanzaro, congiuntamente ad alcuni tecnici della Direzione Scientifica dell’Agenzia.

 
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