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Libertà di stampa ed etica del giornalista: interessante convegno a Marina di Sibari      
  7 maggio 2013
 


MARINA DI SIBARI. “Il giornalista, la libertà di stampa e l’etica professionale” è stato il tema della giornata dell’informazione in Calabria organizzata dal Circolo della Stampa “Pollino-Sibaritide” nei giorni scorsi, a Marina di Sibari, per la Festa del lavoro e la Giornata mondiale della libertà di stampa. Nella sala convegni del “Minerva Club Resort Golf & SPA” di Marina di Sibari, autorevoli rappresentanti del giornalismo nazionale e calabrese hanno fatto il punto sullo stato dell’informazione in Calabria e nel Paese, in un momento di sempre crescenti difficoltà per la categoria, sempre più minacciata dalla crisi e dai continui, incessanti tentativi di limitare l’autonomia della professione e la libertà di stampa. Al convegno, i circa cento soci ?del Circolo della Stampa, si sono ritrovati a dibattere i temi legati alla professione con il presidente della Fnsi, Giovanni Rossi, con il presidente emerito dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, con il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, e con il Segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi. Presenti, tra gli altri, il sindaco di Cassano Jonio, Gianni Papasso, il fiduciario regionale della Casagit, Luisa Lombardo, consiglieri nazionali e regionali degli istituti di categoria dei giornalisti e autorità civili e militari. Giovanni Rossi, presidente della Fnsi, ha sottolineato l’importanza dell’intervento pubblico: “Un forte intervento di risorse pubbliche per lo sviluppo tecnologico dell’industria editoriale che, naturalmente, non può e non deve scadere nella vecchia pratica del contributo a pioggia su iniziative prive di progettualità, garanzia occupazionale e, soprattutto, rendicontazione della spesa”. Il presidente della Fnsi ha, quindi, parlato degli stati di crisi che, ormai, interessano quasi tutti i giornali e della “crisi televisiva, determinata dalla scelta dissennata del passaggio al digitale”. Un’attenzione particolare, Giovanni Rossi, che nella Fnsi presiede la Commissione lavoro autonomo, ha rivolto ai freelance, ovvero a “questa enorme massa di lavoratori a disposizione degli editori, che vivono una pesante condizione di precariato e in difesa dei quali sono state alzate due bandiere importanti: la Carta di Firenze, che vigila sui comportamenti scorretti tra colleghi e non solo verso i cittadini, e la legge sull’equo compenso giornalistico, che rappresenta un risultato eccezionale perché estende l’articolo 36 della Costituzione a quanti non hanno un contratto di lavoro subordinato. “Un principio inizialmente avversato dal Governo, che, dopo l’approvazione in Parlamento, è stato invece costretto ad applaudirlo, perché afferma il diritto al salario minimo garantito. Certo – ha sottolineato Rossi – con la legge dell’equo compenso non ci sarà posto per tutti. Ma la selezione è garanzia di qualità”. Il presidente emerito dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, in riferimento alla libertà di stampa, ha parlato di “terreno sdrucciolevole”, ricordando che nella Magna Grecia la libertà consisteva nell’affidarsi al Fato. Concetto che Spinoza ha riassunto ne “L’uomo e l’illusione della libertà”: “L’uomo, per la sua stessa natura di essere limitato, non potrà mai aspirare alla pienezza della libertà (cioè a non essere condizionato da niente se non da se stesso nel proprio agire): la natura umana, infatti, è caratterizzata dagli ‘affetti’ e dalle ‘passioni’, che spesso ne determinano le scelte. Il condizionamento, quindi, fa parte dell’essenza dell’uomo, ma è possibile liberarsene con un uso corretto della ragione”. Quattromila anni fa, insomma, “la libertà non era altro che l’ignoranza delle cause. Oggi - ha aggiunto Del Boca - dobbiamo fare i conti con una libertà sempre più stretta e più difficile da conquistare”. Ad aprire i lavori era stato Cosimo Bruno il quale ha sollecitato “la riforma dell’Ordine dei giornalisti che, a 50 anni dalla sua istituzione, si ritrova a fare i conti con una legge concepita in un’epoca ormai preistorica per il mondo dell’informazione. La diffusione dei nuovi strumenti della comunicazione non consente più una vera selezione delle notizie che, purtroppo spesso, vengono immesse in rete senza una verifica da parte dei soggetti qualificati a farlo, appunto i giornalisti. Da qui -ha sottolineato Bruno- l’importanza della formazione obbligatoria, che dal 1° gennaio 2014 interesserà tutti i giornalisti, sempre più in balia di editori senza scrupoli e oggetto di querele facili e temerarie”. Il segretario regionale del Sindacato Giornalisti e vicesegretario della Fnsi, Carlo Parisi, ha sottolineato la necessità che i giornalisti si rendano conto della necessità di difendere a denti stretti i propri diritti di natura retributiva, evitando di fare il gioco di editori spesso senza scrupoli che li sfruttano in maniera scientifica”. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, ha ricordato come “il sistema dell’informazione debba contribuire alla crescita civile e sociale portando, nel dibattito, elementi dialettici che possano portare a sintesi costruttive”. E per farlo, ha aggiunto Soluri, “è necessaria una sempre maggiore qualificazione del lavoro giornalistico ed una irreversibile presa di coscienza, da parte dei giornalisti, del fatto che il loro unico vero patrimonio è la credibilità che riescono ad avere riconosciuta dai lettori e dai telespettatori”.



 

 
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