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Penalizzata l’agricoltura locale      
  25 settembre 2008
 

Le preoccupazione dell’Alpa-Cgil relativamente ai tagli al regime di pagamento unico per i piccoli agricoltori

CATANZARO. Il Coordinatore dell?A.L.P.A - Cgil regionale Domenico Vuono ha inviato una lettera al Presidente della giunta regionale della Calabria Agazio Loiero ed all?Assessore all?Agricoltura Mario Pirillo in merito ai tagli al regime di pagamento unico per i piccoli agricoltori. La Commissione Europea nell?Health-Check - si legge nella lettera di Vuono - propone la fissazione di uno sbarramento a 250 euro o al primo ettaro per il diritto al regime di pagamento unico (RPU), per i piccoli agricoltori, con la motivazione degli elevati costi per l?erogazione dei premi. Da valutazioni effettuate, su dati del Mipaaf, da diversi studiosi e riportate da autorevoli giornali del settore, emerge un effetto sulla nostra base sociale agricola a dir poco devastante. Sarebbero escluse - continua - con il parametro economico 300 mila aziende alle quali si aggiungono le 150 mila già espulse con la fissazione del tetto minimo a 100 euro; mentre si stima che con la fissazione del parametro ad 1 ettaro l?effetto comporterebbe l?espulsione di 600 mila aziende. Il settore agricolo maggiormente colpito sarà quello dell?olivicoltura, quindi il meridione e di conseguenza la Regione Calabria, con un taglio del 26% delle aziende beneficiarie, passando dalle attuali circa 35.000 aziende, a 25.900. Secondo Vuono queste scelte penalizzano il modello agricolo italiano ed in particolare tutte le zone rurali svantaggiate. L?A.L.P.A. esprime tutta la sua contrarietà a questo provvedimento. In questi anni - aggiunge il coordinatore - abbiamo verificato tutti l?importanza economica e sociale dei piccoli produttori per il positivo contributo che essi danno al mantenimento delle produzioni di qualità e tipicità, nonché alla conservazione della biodiversità e, cosa non secondaria, al contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari agricoli. Oltre a garantire ai consumatori prodotti sicuri del nostro territorio con iniziative di filiera corta, chilometro zero, Gruppi di Acquisto Solidali e mercati biologici. L?aiuto economico, anche se di modesta entità, rappresenta per i piccoli produttori oltre ad un?integrazione del reddito anche una loro legittimazione socio-economica di appartenenza al mondo agricolo e rurale, dove l?accesso alle fonti di finanziamento sono scarse e limitate per le piccole aziende agricole. L?A.L.P.A. - aggiunge - si batte per un pluralismo delle agricolture nella Regione, affinché trovino pieno riconoscimento di ruolo e funzione non solo le medie e grandi aziende ma anche le micro imprese. Esse spesso si insediano proprio nelle aree di collina e montagna e costituiscono l?ossatura portante dell?assetto idrogeologico del territorio, della salvaguardia dell?ambiente e del controllo del regime delle acque e delle produzioni tradizionali di qualità. Il nostro rifiuto al taglio del RPU non ha carattere né corporativo né assistenziale. Esso bensì esprime la volontà a mantenere, nella Regione, quel tessuto socio economico agricolo diffuso che è certamente un patrimonio non solo economico ma anche storico, culturale e di saperi utili a tutti e idoneo a salvare la nostra agricoltura. Vuono chiede quindi la possibilità di un incontro per un approfondimento delle tematiche su esposte e di intervenire presso il Ministro dell?Agricoltura Onorevole Luca Zaia affinché non si aggiungano ulteriori limiti oltre gli esistenti per percepire gli aiuti comunitari. Contro le politiche di taglio delle risorse nei confronti dei piccoli produttori, adottate dal Governo Nazionale, l?ALPA - annuncia Vuono - il 27 settembre sarà a fianco della Cgil a manifestare in tutte le piazze d?Italia. (25-09-08)

 
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