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Ledda: “È calato il silenzio sull’istituzione di una facoltà universitaria in centro”      
  17 giugno 2014
 


CATANZARO. “Nonostante il Prof. Quattrone, rettore dell’Università di Catanzaro metta a disposizione della città la possibilità di spostare dal Campus alcune facoltà a condizione che vi siano strutture idonee e condizioni che favoriscano gli studenti universitari di poter vivere con i servizi necessari che attualmente mancano per una politica urbanistica suicida ‘speculativa non riceve nessuna risposta”. È quanto dice Quirino Ledda, ex Vice presidente del consiglio regionale della Calabria. “Sono certo - aggiunge - che il rettore si aspettasse un dibattito, un confronto con le forze politiche, l’amministrazione comunale la cosiddetta società civile, ma ancora una volta il silenzio totale, alla proposta più significativa per ridare vita a un capoluogo inesistente. L’unica posizione espressa a favore è stata della Prof.ssa Rotundo e della Cgil. La lettura che si può dare su questo comportamento politico/amministrativo - secondo Ledda - è che le forze politiche concepiscono la politica come una tecnica ridotta ai soli addetti ai lavori, provocando l’imbarbarimento della vita della nostra comunità, in cui è assente ogni connotazione etica. Il governo della cosa pubblica (scuola, trasporti servizi etc..) non si configura più come mediazione tra l’interesse del cittadino e l’interesse generale, ma come potere personale da conquistare per utilizzarlo a fini spesso non leciti. Se vi fosse una vera volontà politica - dice Ledda - ci sono due strutture straordinarie distanti tra loro poche centinaia di metri proprietà dello stato. L’ospedale militare e l’ex caserma Pepe, con un ampio spazio per il parcheggio, che potrebbero avviare un primo passo, che il Prof. Quattrone definisce solo un cantiere, un sogno”. A parere di Ledda “la verità è che il ceto politico e imprenditoriale molto attento ai propri interessi, le professioni non hanno un progetto per il progresso e un’idea dello sviluppo della città e raccogliere attorno ad esso il consenso democratico dei catanzaresi. Le proposte, a mio avviso, costruttive in questa città rimangono lettera morta”.


 
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