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Mondiali in Brasile, Gigi Buffon al lavoro. Nel gruppo anche De Sciglio, De Rossi e Barzagli      
  17 giugno 2014
 


MANGARATIBA. C’è anche Gigi Buffon in campo ad allenarsi assieme a Perin e Sirigu col preparatore dei portieri della Nazionale. Il numero uno azzurro già lunedì pomeriggio aveva cominciato a testare le condizioni della caviglia dopo la distorsione rimediata nella rifinitura di Manaus, il giorno prima della gara con l’Inghilterra. Azzurri al gran completo, dunque, nel primo allenamento della giornata al Portobello Resort. Oltre a Buffon che sta lavorando con i portieri, il resto della squadra è in campo e sta effettuando un lavoro tecnico davanti ai bimbi delle scuole di Mangaratiba. Prima dell’inizio della seduta foto di gruppo dei giocatori con i giovani ospiti e poi Balotelli e compagni si sono anche fermati per autografi e foto ricordo. Regolarmente al lavoro con i compagni ci sono De Sciglio, reduce dalla contrattura al bicipite femorale che gli ha fatto saltare l’esordio con l’Inghilterra, Barzagli e De Rossi, che ieri mattina erano rimasti a riposo.

Dal prosciutto agli ultrasuoni: azzurri come a casa

MANGARATIBA. Materiale sportivo, macchine per mantenere o recuperare la condizione, ma soprattutto prodotti alimentari di “casa nostra”. In un Mondiale per i giocatori può essere importante anche sentirsi a casa e a Mangaratiba, in campo, in palestra o a tavola, si respira aria d’Italia perchè sono tante le cose che dal “Bel Paese” hanno raggiunto il Brasile. In ogni lunga spedizione, che sia Europeo o Coppa del Mondo, è sempre così. Si cerca di non lasciare nulla al caso, di affidarsi ai prodotti nostrani per sentirsi a casa. Soprattutto a tavola. Mangiar bene è importante anche per la condizione fisica di un atleta e infatti nello staff azzurro è prevista anche la figura del nutrizionista: due le specialiste al seguito della squadra Elisabetta Orsi e Veronica Nardi. Dall’Italia sono arrivate le derrate alimentari: prosciutto cotto e crudo, bresaola (ai tempi di Inzaghi probabilmente se ne portava di più), parmigiano reggiano, olio extravergine d’oliva, pasta, riso, salsa di pomodoro, vino e altro ancora. Ma oltre a mangiar bene per sentirsi in forma, un calciatore ha bisogno di allenarsi ed ecco che dall’Italia arriva l’attrezzatura sportiva dello sponsor tecnico degli azzurri. Per ognuno dei 23 azzurri (fino al 13 giugno 25, poi Mirante e Ranocchia hanno lasciato il Brasile e sono tornati a casa), 25 divise blu da gara, 15 mute bianche (seconda maglia), poi tute, sottomaglie e impermeabili. In più ci sono le attrezzature da campo tra ostacoli, paletti, coni e così via. Prandelli, già mesi prima dell’inizio del Mondiale, spiegava che in Brasile ci sarebbe stato bisogno di 23 atleti. Le condizioni climatiche, gli impegni ravvicinati e i lunghi viaggi lo impongono. Bisogna recuperare bene le energie per rendere al massimo e arrivare il più lontano possibile e anche da questo punto di vista si è cercato di non lasciare nulla al caso. Dall’Italia sono arrivati anche apparecchi destinati al recupero dei giocatori e alle cure fisioterapiche. Ci sono macchinari per la tecar terapia, per l’ipotermia, per la crioterapia, ma anche laser e ultrasuoni, oltre a prodotti e attrezzature per massaggi e riscaldamenti. Ma anche qui in Brasile vengono reperiti materiali ed effettuati rifornimenti sul posto. C’è poi il tempo libero da trascorrere nel blindato ritiro del Portobello Resort, oltre ai videogiochi (ne ha parlato ieri Sirigu in conferenza stampa “De Rossi è scarso nel basket, io e Thiago bravissimi in quelli da guerra”), ci sono tavoli da tennistavolo, un flipper e altro ancora. In ritiro, in spazi comunque separati, anche mogli, compagne, figli e parenti stretti. In questi giorni a Mangaratiba le famiglie di Marchisio, Cassano, Paletta, Thiago Motta, Aquilani, la compagna di Balotelli (Fanny proprio sulla spiaggia del resort che ospita gli azzurri ha ricevuto anello e proposta di matrimonio da SuperMario), quelle di Cerci e Prandelli, oltre ai genitori di Chiellini. Un altro modo per sentirsi a casa anche in Brasile, nella speranza di restarci il più a lungo possibile.

 
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