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Fondazione Campanella, i lavoratori in piazza: “Stop ai licenziamenti”      
  4 settembre 2014
 


CATANZARO. Molte persone hanno protestato a Catanzaro davanti al dipartimento regionale della Sanità contro la chiusura della Fondazione Campanella. Alla manifestazione hanno partecipato lavoratori, sindacati, il management della Fondazione e componenti della Giunta comunale di Catanzaro. La manifestazione è stata promossa per chiedere la revoca del licenziamento di 180 lavoratori. La Fondazione chiede alla Regione il perfezionamento della transazione che consentirà il rientro dall'esposizione debitoria. Accanto ai manifestanti il rettore dell'università Magna Graecia, Aldo Quattrone, che seguendo il corteo ha dichiarato di essere "molto preoccupato per il destino dei lavoratori della fondazione". "Questa di oggi - ha continuato il rettore - è l'ultima spiaggia. Le promesse sono state tante, ma nessuno ha mantenuto gli intenti assunti. Io personalmente ho firmato due decreti che non hanno portato a nulla. La Campanella va risanata. È un polo oncologico che lavora per tutta la Calabria e non può chiudere. Ogni regione ha il suo polo oncologico e la Calabria non può diversificarsi dal resto d'Italia". "Ho cercato di tenere in vita la fondazione anche oltre il possibile dando tempo alla politica di cercare le soluzioni". Queste le parole della fondazione Campanella, Paolo Falzea, circa la manifestazione. "Oggi, però - ha continuato Falzea -, non è più possibile aspettare. Nell'ultimo incontro con la presidente Antonella Stasi e il rettore Aldo Quattrone avevamo individuato come unica via di salvezza la transazione con la Regione che riconoscesse alla fondazione quei fondi utili alla sopravvivenza. La Stasi aveva rassicurato il rettore sul fatto che si sarebbe occupata lei delle coperture finanziarie, ma ad oggi non c'è alcun intento ufficiale al riguardo". "Mi pare evidente - ha concluso il presidente - che il destino della fondazione sia segnato se non dalla liquidazione dalla richiesta di fallimento di uno dei creditori che hanno fatto molto affidamento sulle parole della presidente Stasi. Anche Farmindustria ci ha creduto rinviando le procedure fallimentari, ma oggi nulla si è concretizzato". "Il Centro oncologico regionale non può chiudere". è unanime l'appello della Giunta comunale di Catanzaro che ha partecipato, su input del sindaco Sergio Abramo - assente per impegni istituzionali presi in precedenza - alla manifestazione organizzata dai dipendenti della Fondazione Tommaso Campanella davanti alla sede del dipartimento regionale tutela della salute, in via Buccarelli. La delegazione di Palazzo De Nobili, composta dagli assessori Gabriella Celestino, Antonio Sgromo, Daniela Carrozza, Luigi La Rosa e Rosamaria Petitto, ha testimoniato la propria solidarietà a pazienti e lavoratori, ribadendo l'attenzione dell'intera Amministrazione comunale nei confronti della crisi in cui versa la Fondazione. Fondamentale, per gli assessori, che la Giunta regionale faccia quello che ha più volte richiesto il sindaco Abramo, che si è speso in continuazione per cercare di trovare uno sbocco positivo alla vicenda ed è costantemente in contatto con i vertici della Campanella: "Palazzo Alemanni - hanno affermato gli assessori - deve dare seguito agli ultimi atti votati dal Consiglio regionale, aprendo la strada alle procedure per il riconoscimento della Fondazione come Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, e procedendo a liquidare le somme che ancora il Centro oncologico deve ricevere dalla Regione. Solo perseguendo queste due strade si potrà evitare l'ennesimo, duro colpo inferto alla sanità catanzarese e regionale, ma anche ai circa 250 dipendenti e alle loro famiglie. La Fondazione - hanno sottolineato - riveste un ruolo importantissimo per tutto il comparto sanitario calabrese, e deve continuare a essere il punto di riferimento per quanti, purtroppo, hanno bisogno di cure oncologiche garantite e di livello nel proprio territorio". "è davvero paradossale che la nostra regione paghi 53 milioni di euro all'anno per terapie oncologiche che i nostri conterranei sono costretti ad affrontare fuori dalla Calabria, mentre un polo oncologico di eccellenza, quale è la Fondazione "Campanella", sta andando in frantumi con il rischio della chiusura definitiva e la perdita di lavoro per centinaia di lavoratori dipendenti". è quanto ha affermato il candidato alle primarie del centrosinistra per l'elezione del Presidente della Regione, Mario Oliverio, incontrando questa mattina, a Catanzaro, i dipendenti della Fondazione Campanella, scesi in piazza per manifestare contro il rischio di chiusura dell'importante struttura sanitaria "Di fronte al rischio di una definitiva messa in liquidazione della Fondazione Campanella, di cui mi ha dettagliatamente informato questa mattina il rettore dell'Università "Magna Graecia" di Catanzaro, Aldo Quattrone -ha aggiunto Oliverio- ritengo necessaria una immediata iniziativa da parte del Presidente facente funzione della Regione, Antonella Stasi e della struttura del Commissario per scongiurare questo atto, anche nel rispetto di una decisione assunta unanimemente dal Consiglio Regionale. La Calabria non può essere assolutamente privata di strutture di eccellenza per la cura di patologie oncologiche, purtroppo in espansione anche nella nostra terra. La vicenda della Fondazione "Campanella" deve essere immediatamente sottoposta all'attenzione del governo nazionale, affinché si trovi una concreta ed adeguata soluzione anche relativamente al problema della stabilizzazione dei lavoratori dipendenti. Bisogna evitare, in ogni modo, che si determini una condizione di definitiva compromissione circa la possibilità di rilanciare e riqualificare questo importante polo oncologico regionale. Anche per questo, è necessario che la signora Stasi assuma il provvedimento di indizione delle elezioni regionali alla prima data utile, per consentire ai calabresi di eleggere il nuovo Presidente e il nuovo Consiglio regionale entro la prima metà di novembre e per dare alla Calabria una guida ed un governo legittimati dal consenso popolare a mettersi all'opera il giorno dopo la loro elezione per affrontare le emergenze ed i gravi problemi che sono sul tappeto. Basta -ha concluso Oliverio- con il balletto delle date che, rispetto alla drammaticità della situazione in cui versa la nostra regione, assume il significato di un irresponsabile, quanto spregiudicato gioco sulla pelle della Calabria e dei calabresi".

 
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