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Tallini: “Il subcommissario della sanità Pezzi ora confonde i ruoli”      
  5 settembre 2014
 


CATANZARO. “Non si può dire che al generale Pezzi, sub commissario della sanità in Calabria, manchi il senso dell’ironia. Leggendo la sua spiritosa dichiarazione, abbiamo appreso che ha studiato storia al liceo e che ha una moglie costretta a stirargli le camicie perchè il marito, nonostante i cospicui emolumenti percepiti, non si decide a chiamare una collaboratrice in casa. Ma se il generale Pezzi non difetta in fatto di ironia, certamente non è altrettanto brillante e coerente quando parla di sanità. È veramente paradossale che chi ha gestito direttamente il sistema sanitario calabrese, assegnando perfino i budget alle strutture pubbliche e private, oggi addossi alla giunta regionale responsabilità in ordine allo stato di crisi del comparto. È come se Marchionne addebitasse allo Stato problemi organizzativi della Fiat”. Lo afferma l’assessore regionale Domenico Tallini. “Si può solo dire - aggiunge - che non c’è stata scelta nel settore sanitario che non sia passata dalle mani dei potenti sub commissari. Tanto potenti dal rifiutare, sia pure parzialmente, una richiesta di accesso agli atti avanzata dal sottoscritto. E che dire della fallimentare gestione della questione Fondazione Campanella ? Posso ben dire che dai sub commissari sono venuti solo ostacoli e trabocchetti per impedire che si arrivasse ad una soluzione per questa realtà sanitaria della città di Catanzaro. Dipendenti e pazienti se la prendono con la classe politica - e questo può anche starci - ma nessuno scava a fondo sulle precise responsabilità della burocrazia e degli uomini (vedi sub commissari) chiamati a monitorare il sistema sanitario che hanno sempre considerato la “Campanella” una zavorra di cui disfarsi”. “Ci dica il generale Pezzi - sottolinea Tallini - quali iniziative, quali suggerimenti, quali idee ha messo in campo per aiutare la Giunta e il Consiglio regionale per salvare la Fondazione Campanella ? E anche sulla questione della nomina dei direttori generali delle Aziende Sanitarie perchè il generale Pezzi, dall’alto della sua competenza e del suo senso del dovere, ha aspettato che il problema scoppiasse, senza avvertire l’obbligo morale di indicare alla Giunta la strada per evitare che le Aziende restassero senza guida ? Il generale arriva a dire che io non ho argomenti giuridici. È veramente il colmo. Chi deve avere competenze giuridiche è il sub commissario, non l’assessore regionale. Si invertono le parti e il generale Pezzi veste i panni del politico, abbandonando quelli del tecnico. Il sospetto che esista un asse tra il sub commissario e l’opposizione viene rafforzato dalla tempistica con cui sono avvenuti alcuni passaggi in ordine a questa vicenda. Non sarà l’Asse Roma-Berlino, non sarà l’asse da stiro della signora Pezzi, ma sempre asse è. A dimostrazione di quanto si navighi a vista nei piani alti della sanità, è arrivato anche il fantomatico alt del Ministero della Salute alle nomine dei Direttori Generali. Un alt a mezzo stampa, un semplice comunicato senza firma, che si vuole trasformare in una direttiva ufficiale. Non ci vuole l’indovino - conclude l’assessore regionale - per capire che ogni singolo passaggio è stato manovrato ad arte da chi, evidentemente, non vuole guastarsela con chi comanda a Roma”.

 
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