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Sanità, Tallini: “Pezzi interferisce in questioni che non gli competono”      
  9 settembre 2014
 


CATANZARO. “La natura politica degli atti che vengono compiuti dal sub commissario generale Pezzi è ormai sotto gli occhi di tutti. La sua clamorosa interferenza su questioni di stretta competenza della giunta regionale, a poche settimane dalla convocazione dei comizi elettorali, conferma in pieno tutti i sospetti sulla sua parzialità”. Lo afferma l’assessore regionale Domenico Tallini, che chiede la revoca del sub commissario alla sanità. “La lettera, sottoscritta anche dall’altro sub commissario Urbani, con cui intima al dirigente generale della sanità di prorogare i contratti ai direttori amministrativi e sanitari decaduti (affidando al più anziano di loro la direzione generale delle Aziende sanitarie) - aggiunge - è di una gravità inaudita. Si tratta di un vero e proprio blitz antidemocratico. Quando, proprio un anno fa, la Commissione regionale di vigilanza definì in un documento ufficiale il generale Pezzi “un caudillo, un monarca in trasferta”, forse non sbagliava. Anche in quell’occasione, non presentandosi alla riunione della Commissione, fu evidente lo spregio riservato dal generale alle istituzioni regionali che gli rimproveravano la discutibile ripartizione dei fondi della sanità regionale tra i laboratori d’analisi e le strutture specialistiche ambulatoriali accreditate secondo criteri che avrebbero privilegiato le strutture che hanno sforato i parametri, e penalizzato quelle virtuose. E proprio per questa ragione, per difendere le strutture private di Catanzaro fortemente penalizzate dal Pezzi, che ho chiesto l’accesso agli atti che mi è stato poi rifiutato”. “Tutti sanno - dice ancora l’assessore regionale al Personale - del rapporto privilegiato e confidenziale del sub commissario con i titolari di alcune strutture private che possono consentirsi di entrare nella sua stanza senza bussare. E che dire della Fondazione Campanella? I dipendenti e gli ammalati, per primi, sanno benissimo che i maggiori ostacoli alla definizione della questione sono venuti proprio dal generale Pezzi che ha sposato in pieno la linea del Tavolo Massicci per la chiusura della struttura. Il generale Pezzi ha costruito abilmente, ma solo fino ad un certo punto, la sua manovra contro la Giunta Regionale in carica, con l’obiettivo di screditarla. L’intervento di Naccari Carlizzi, poi la richiesta di parere all’Avvocatura dello Stato, poi il comunicato del Ministero della Salute e infine la lettera con cui detta la linea al dirigente generale della sanità regionale. Ce n’è abbastanza per dare la patente di “politico” al generale Pezzi. Potrebbe essere lui il candidato di superamento del centrosinistra, il “papa nero” che in molti invocano per scongiurare le primarie tra Oliverio e Callipo. Se l’è guadagnato sul campo. Noi chiediamo, da parte nostra, al ministro della salute Lorenzin - conclude Tallini - di revocare immediatamente l’incarico di sub commissario al generale Pezzi che con le sue iniziative sta avvelenando la campagna elettorale con gravissime ingerenze sulla vita delle istituzioni, allo scopo di garantire il sereno svolgimento delle elezioni in Calabria”. “Apprendiamo, leggiamo e condividiamo pienamente l’analisi dell’assessore regionale Domenico Tallini e la richiesta di dimissioni del sub commissario Giuliano Pezzi, ma per non dare la stura a quest’ultimo, vorremmo sommamente rammentare a tutti i rappresentanti della politica regionale e all’assessore Tallini che ne è autorevole esponente, che oggi la stabilità, la continuità e la salvezza della Fondazione passa attraverso la sottoscrizione della transazione concordata, redatta e condivisa tra la Regione e la Fondazione Tommaso Campanella”. È quanto si afferma in un comunicato dei lavoratori della Fondazione per la cura dei tumori Tommaso Campanella. “Chiediamo, quindi alla Giunta e al suo presidente - prosegue il comunicato - di dimostrare concretamente che la loro parte l’hanno fatta fino in fondo, individuando un capitolo di Bilancio su quale far gravare la spesa dell’accordo raggiunto che potrebbe essere ratificato dal prossimo Consiglio regionale che già all’unanimità ha richiesto la sottoscrizione dell’atto transattivo. Non vorremmo ritrovarci a breve a dover dire al generale che ha trovato inaspettati alleati nel perseguire il disegno ordito in stanze lontane dalla Calabria. Stiamo in vigile attesa”.


 
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