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Pezzi replica a Tallini: “Questa è una vicenda da scherzi a parte”      
  9 settembre 2014
 


CATANZARO. “Accidenti, stavolta Tallini si è arrabbiato davvero. Proprio non gli è andata giù la mia richiesta di parere all’Avvocatura dello Stato. Non si possono fare le nomine e quindi la campagna elettorale è avvelenata dal Generale Pezzi! La reazione rabbiosa è però tipica di chi sa di avere torto. Privo di argomenti, trova nelle offese la risposta alla sua inadeguatezza. Non posso dire che abbia perso la testa perché probabilmente la testa non l’ha avuta mai”. Lo afferma Luciano Pezzi, sub commissario alla Sanità, in risposta alle dichiarazioni dell’assessore regionale Domenico Tallini. “Potrei fermarmi qui - aggiunge - ma qualche puntuale osservazione ritengo di doverla comunque fare. La lettera a firma congiunta Pezzi Urbani è servita solo a dare indicazioni al Dipartimento per il superamento dell’impasse determinatosi nella sanità calabrese per effetto della scadenza dei direttori generali. Infatti, né entro i termini di scadenza dei contratti dei direttori generali né nei 45 giorni di proroga successivi la Giunta, impegnata negli affanni spartitori, ha trovato il tempo per dare le disposizioni necessarie al superamento delle criticità. L’atto redatto dai sub commissari è stato correttamente inviato ai Ministeri vigilanti per il parere di rito”. “Quanto al rapporto privilegiato e confidenziale che lo scrivente avrebbe con i titolari di strutture private - osserva ancora il generale Pezzi - non posso che invitarlo ad uscire dall’equivoco facendo i nomi ed i cognomi ma soprattutto dimostrando che da tale, peraltro inesistente, rapporto sarebbero derivate generose elargizioni. Altrimenti questo diventa il secondo teorema, indimostrato ed indimostrabile, non di Pitagora ma di Tallini. Infine per quanto concerne la richiesta della mia rimozione dall’incarico, attendo sereno le decisioni del Ministro. Mi permetto però di suggerire all’adirato Tallini di informarsi sugli orari di apertura del Ministero della Salute, perché altrimenti potrebbe trovare chiuso. L’unica cosa che mi dispiace su questa vicenda da “scherzi a parte” è il vergognoso tentativo di strumentalizzazione dei dipendenti e dei pazienti della Fondazione Campanella. Io a suo tempo dirò ciò che ho fatto io per la Fondazione. Rinnovo a Tallini l’invito a dire ciò che ha fatto lui personalmente per l’Ente. Mi dispiace di non godere la stima dell’assessore Tallini, ma del resto “io tengo alla stima delle persone che stimo” e Tallini, in Calabria, è “carta conosciuta”. Da ultimo, comprendo di essere un sub Commissario “scomodo”: non devo fare carriera nella sanità, avendo ormai un’età veneranda, ed avendo già fatto una carriera esaltante ed appagante in amministrazioni dove la legge ha ancora un senso, non ho ambizioni politiche, sono impermeabile alle tentazioni ed alle lusinghe della politica e soprattutto, checché ne dica Tallini, non vado a pranzo e cena con i “lordoni”, nefasta tipologia di uccelli predatori che volteggiano sulla sanità malata; come potrei mai pretendere di avere apprezzamenti per l’opera mia? E qui concludo la mia querelle con il simpatico Tallini- chiude Pezzi - non potendo sottrarre ulteriormente le mie povere energie dai compiti connessi all’incarico, almeno fino a quando lo stesso continuerà ad essermi affidato”.

 
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