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Turismo: Guagliardi, L’aeroporto di Sibari non serve      
  8 ottobre 2008
 

CATANZARO. Ho letto nei giorni scorsi la tipologia progettuale del nascente aeroporto di Sibari. Un siffatto aeroporto non servirebbe a nulla; e né sarebbe praticabile come ipotesi di struttura basilare per il rilancio del turismo calabrese. Lo afferma l?assessore regionale al Turismo Damiano Guagliardi. Esso non risolverebbe il problema della mobilità turistica e commerciale della Sibaritide - afferma Guagliardi - né risolverebbe il problema del collegamento quotidiano con il resto del Paese. Sarebbe solo un?opera inutile, e rappresenterebbe l?ennesima cattedrale nel deserto. In premessa va detto che la questione di una buona mobilità in Calabria - aggiunge l?assessore - è la condizione indispensabile su cui organizzare i due settori portanti della nostra economia: il mercato del turismo estero (Europa del Nord, Russia e Paesi emergenti), e la distribuzione dei nostri prodotti agro-alimentari di nicchia sui mercati internazionali. Per Guagliardi, inoltre, la Calabria ha l?handicap di essere territorialmente lunga e lontana dai luoghi della distribuzione delle linee intercontinentali. Per cui, per il futuro, bisogna pensare a soluzioni ottimali per accorciare in modo sostanziale i tempi di arrivo e di partenza da questa regione. Ferrovie e trasporto su gomma, seppur eccellenti e assolutamente non lo sono, non sarebbero comunque in grado di garantire il raggiungimento di questo obiettivo. Ecco, allora, che un modello di sviluppo che guardi al futuro non può trascurare né le vie del mare, né quelle aeree. Nel caso specifico della Piana di Sibari, ossia l?area della Magna Grecia e dei luoghi del cammino della storia di questa regione e dell?Italia, l?aeroporto - ricorda ancora l?assessore al Turismo - deve avere una funzione di vettore turistico internazionale che serva quei Paesi di grande espansione economica e di grandi consumi, mentre le vie del mare, con i tre porti di Roccella, Crotone e soprattutto Corigliano, rappresentano le vie commerciali verso l?Oriente ed i Paesi dei Balcani. Dal punto di vista del turismo da crociera, invece, la Magna Graecia, il sole e lo Jonio, insieme alla Sila e al Pollino, sono i luoghi verso cui dirigere i milioni di turisti che scelgono la nave per le proprie vacanze. Sono, dunque, queste le uniche vie da seguire per garantire l?allungamento della stagione turistica calabrese. Altre ipotesi diverse dalla velocizzazione dei trasporti - conclude Guagliardi - sarebbero soltanto spese inutili o tentativi di annullare un progetto che, partendo dall?area centrale della Sibaritide e utilizzando i collegamenti ferroviari o di metropolitana leggera, sia verso il Nord che verso il Sud della costa jonica, garantirebbe la copertura di più di cento chilometri di ricettività turistica. Per questo la questione aeroporto di Sibari e la sua progettazione dovranno necessariamente far parte del lavoro di elaborazione del Piano triennale di Sviluppo Turistico Sostenibile, previsto dalla legge regionale. 8/2008, che la Regione dovrà elaborare nei prossimi mesi. (08-10-08)

 
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