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Tesi: la preoccupazione della Cisl      
  7 novembre 2008
 

Il segretario generale della Ust e quello della Fim di Cosenza chiedono chiarezza sul futuro dei lavoratori informatici

COSENZA. Nel bacino della crisi in cui di fatto è sprofondato il settore informatico della provincia di Cosenza, non si parla più della vicenda Tesi. Inizia così una dichiarazione congiunta del segretario generale della Ust Cisl di Cosenza, Paolo Tramonti, e del segretario provinciale della Fim Cisl Ciro Bacci. Oggi, dopo tanti impegni formalmente assunti e mai rispettati - dichiarano Tramonti e Bacci - nulla è accaduto. Il futuro dei lavoratori appare sempre più incerto e drammatico anche in virtù dell?approssimarsi della scadenza degli ammortizzatori in deroga. La Cisl chiede che l?incontro, ripetutamente richiesto alla Giunta regionale, si svolga al più presto affinché vengano messe in atto, così come preannunciato, politiche di rilancio per il settore informatico e telematico e fare di conseguenza chiarezza sul futuro occupazionale dei lavoratori interessati. È paradossale che una regione come la nostra - sostengono i sindacalisti della Cisl - che ha un bisogno vitale di tecnologie avanzate per cercare di colmare il divario che la separa dal resto del paese, non sia in grado di sposare le proprie esigenze in termini di innovazione con quelle di lavoratori altamente professionalizzati, peraltro in cerca di un?occupazione dignitosa e produttiva. Nel momento in cui il governo regionale si impegna, giustamente, a risolvere situazioni di crisi facendosene carico direttamente, allo stesso tempo si dimentica di società come Tesi nata sotto l?impulso di una specifica legge regionale (n.14/1996) che prevedeva la partecipazione della stessa Regione Calabria per il tramite della sua controllata Fincalabra. Durante il suo ciclo di vita Tesi ha sempre operato fornendo servizi a supporto degli enti soci, in primo luogo, appunto la Regione Calabria. Oggi, dopo la messa in liquidazione della società, è quanto mai necessario che il patrimonio di risorse umane che per oltre trent?anni, prima in Crai e poi in Tesi, ha operato con successo e unanimi riconoscimenti venga salvaguardato nel più ampio contesto di eventuali ipotesi di rilancio del comparto. Basterebbe, ad esempio - concludono i due sindacalisti del la Cisl - dare corso a quanto previsto nell?ambito della stessa programmazione POR 2007-2013 che, per quanto riguarda la società dell?informazione, prevede la creazione anche di strutture in house in grado di fornire servizi a livello regionale e locale. (07-11-08)

 
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