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Lsu/Lpu: Cgil, Regione modifichi avviso di stabilizzazione      
  10 novembre 2008
 

CATANZARO. La Cgil Calabria chiede all?assessore regionale al Lavoro l?immediata modifica dell?avviso pubblico relativo alla stabilizzazione dei lavoratori Lsu/Lpu per l?anno 2008 garantendo per intero a tutti gli enti gestori il contributo di 40.000 euro anche in caso di stabilizzazione part-time. Tutto ciò - si legge in una nota stampa dell?organizzazione sindacale - è necessario alla luce del fatto che piano il piano di attuazione 2008 non è più previsto l?incentivo contenuto nella finanziaria 2007. Occorre, infatti rendere efficaci e attrattive le misure previste nel bando, tenendo conto, che esse risentono dei ritardi determinatisi a causa delle mancate modifiche della legge regionale n. 20. Inoltre, considerato che i 60 milioni di euro previsti dal precedente Governo dalla finanziaria 2008, trasferiti alla Calabria mediante la sottoscrizione della convenzione con il Ministero del lavoro qualche settimana fa, sono stati già impegnati, e che nel bacino rimangono quasi 6.000 lavoratori da stabilizzare, s?impone la predisposizione di un Piano pluriennale di svuotamento definitivo del bacino in sinergia sia con il Piano per il lavoro e l?occupazione. La Cgil chiede ancora all?Assessore Regionale al lavoro, al fine di assicurare un governo concertato e responsabile nella gestione di questo processo, l?immediata approvazione del progetto sulle aree archeologiche e sulle attività museali, settore strategico per la ricollocazione di lavoratori Lsu/lpu. La Calabria, per il 2009, potrà accedere alla ripartizione del fondo strutturale di 50 mln di euro previsti dalla Finanziaria 2008, e assicurare allo stesso Piano di stabilizzazione le necessarie coperture finanziarie. In questa direzione la Cgil ritiene ancora necessario riadeguare la copertura finanziaria delle risorse regionali destinate alle azioni di stabilizzazioni occupazionali per il prossimo anno. Avere consapevolezza che la fase recessiva dell?economia italiana rischia di produrre effetti dirompenti e laceranti in modo particolare nelle aree deboli del paese - conclude la nota della Cgil - significa mettere in campo da subito una nuova capacità di governo partendo dall?esigenza di garantire ai precari prospettive certe di tutele e diritti e nuovi livelli di coesione sociale. (10-11-08)

 
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